Un percorso di accompagnamento alla visione della danza d’autore
Un progetto promosso da dance card in collaborazione con Stratagemmi Prospettive Teatrali
Brevi introduzioni e incontri post-spettacolo, per offrire al pubblico nuove chiavi di lettura, aprendo prospettive inedite e approcci alternativi all’interpretazione delle performance. Un’occasione per vivere la danza d’autore con uno sguardo interdisciplinare, trasformando ogni spettacolo in un’esperienza di scoperta e dialogo.
Giunto alla sua terza edizione, dance circle arricchisce il percorso del pubblico grazie al contributo di studiosi, studiose e professionisti provenienti da ambiti diversi dalla danza, ma con competenze e sensibilità affini ai temi affrontati dagli spettacoli.
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Al termine di Limbo [Studio]
un dialogo con Fabritia D’Intino e Filippo Forcignanò
modera Maddalena Giovannelli
La caduta come attraversamento, la soglia come spazio di trasformazione, la voce come ultimo gesto prima del silenzio. In Limbo di Fabritia D’Intino il movimento si misura con la dimensione della discesa, in cui sospensione e permanenza convivono, e il corpo sembra interrogare un altrove che è insieme mitico e presente.
A partire da queste suggestioni, il dialogo tra la coreografa e Filippo Forcignanò, docente di Storia della Filosofia Antica presso l'Università degli Studi di Milano, esplorerà alcuni motivi della letteratura classica — dalla catabasi al canto del cigno secondo Platone — come dispositivi per pensare il passaggio, la fine e la trasformazione. Un’occasione per interrogare ciò che resta sulla soglia: tra voce e dissoluzione, tra gesto e memoria.
Al termine di "Decisione consapevole"
un dialogo con Roberto Tedesco
modera Alessandro Iachino
Che cosa accade quando l’improvvisazione diventa struttura? Quando la libertà del performer incontra lo sguardo e il gusto del coreografo? Decisione consapevole di Roberto Tedesco nasce proprio su questo confine: una mappa di possibilità in cui i danzatori prendono decisioni nello spazio, costruendo la scena attraverso scelte individuali che convivono e si trasformano nel gruppo.
A partire da questa pratica, il dialogo con il coreografo esplorerà alcune questioni centrali della creazione coreografica contemporanea: il rapporto tra improvvisazione e composizione, tra autorialità e individualità del performer, tra regola e gioco. Un’occasione per entrare nel laboratorio della danza e interrogarsi su come le decisioni del momento possano diventare forma, memoria e coreografia.
Al termine di Omaggio d'archivio a
un dialogo con Vito Lentini
modera Andrea Malosio
Le Sacre du printemps è un’opera che continua a generare scosse: ogni nuova versione riapre un territorio di rischio, interrogando ciò che danza, musica e rito possono ancora dire al nostro presente. Dalla rivoluzione di Nijinsky alla costellazione di reinterpretazioni del Novecento e dei nostri giorni, il balletto non smette di trasformarsi, riemergendo di volta in volta attraverso lo sguardo di giovani autori e nuove estetiche.
L’incontro, guidato da Vito Lentini, docente di Storia e Pedagogia della Danza presso l’Accademia Teatro alla Scala, propone un omaggio d’archivio al Sacre: una selezione delle interpretazioni più significative e recenti accompagnerà una riflessione sulla storia del capolavoro e sulla sua eredità, ancora viva e perturbante.
Al termine dello spettacolo Bodies on Glass
un dialogo con Diego Tortelli
e con Emilio Sala
modera Alice Strazzi (Stratagemmi Prospettive Teatrali)
La musica di Philip Glass è costruzione e flusso, ripetizione e mutamento: un’arte che rivela la forma attraverso il tempo e la variazione. Bodies on Glass di Diego Tortelli traduce questi principi in danza, facendo del movimento un organismo vivo, fragile e in trasformazione: il gesto diventa processo, la composizione si apre all’imprevisto. A partire da questo orizzonte, il dialogo La forma del tempo. Attorno a Glass tra il coreografo e Emilio Sala, docente di Drammaturgia musicale alla Statale di Milano, indagherà il modo in cui la ripetizione, il dettaglio e l’impermanenza – temi centrali anche nell’opera di Philip Glass – diventano strumenti per pensare il tempo, la composizione e l’esperienza estetica contemporanea.
Al termine dello spettacolo Exposure
un dialogo con Alexandra Bachzetsis
e un approfondimento con Francesca Alfano Miglietti
modera Maddalena Giovannelli (Stratagemmi Prospettive Teatrali)
Il corpo è linguaggio: nei gesti e nelle sue trasformazioni la performance trova i propri strumenti di ricerca e di scandalo. Ogni sperimentazione mette in crisi i confini del dicibile e del rappresentabile, aprendo spazi di disorientamento e di scoperta. A introdurre lo spettacolo Exposure di Cullberg sarà la critica d’arte contemporanea Francesca Alfano Miglietti, che guiderà il pubblico attraverso le tensioni e i turbamenti che animano e hanno incendiato la storia della performance art. Al termine, un dialogo tra la coreografa Bachzetsis e la critica Alfano Miglietti approfondirà le risonanze e le provocazioni dello spettacolo. Modera Maddalena Giovannelli.
Al termine dello spettacolo Panoramic Banana di Michele Di Stefano / compagnia mk
un dialogo con Michele Di Stefano
e con Giuliana Iannaccaroi
modera Alessandro Iachino (Stratagemmi Prospettive Teatrali)
L’arte è rappresentazione: la narrativa usa il racconto per esprimere ciò che immaginiamo, che desideriamo, e di cui abbiamo paura. Il viaggio verso la ‘terra incognita’ vola sulle ali delle aspettative, ma quello che si incontra all’approdo molte volte dipende da ciò che si vuole trovare. L’incontro mette al centro dell’indagine le letterature e gli immaginari coloniali: a margine dello spettacolo Panoramic Banana, vedrà confrontarsi il coreografo Michele Di Stefano e Giuliana Iannaccaro, docente di Letterature dei paesi anglofoni presso l’Università degli Studi di Milano.
Al termine dello spettacolo POPoff di Nicolò Abbattista e Christian Consalvo
un dialogo con Nicolò Abbattista
e con Marco Benetti
modera Alice Strazzi (Stratagemmi Prospettive Teatrali)
La musica, da sempre, è un varco verso l’altrove: un linguaggio capace di rompere gli argini del quotidiano e restituire spazio all’immaginazione, alla liberazione, al rito. Quale potere custodisce il suono quando diventa danza, trance, trasformazione? A partire dall’esperienza storica e dal valore antropologico della pizzica e del fenomeno della taranta, l’incontro Nel labirinto, con Orfeo esplora il ruolo della musica come strumento di cura e discontinuità. Al termine di POPoff, ne discuteranno Nicolò Abbattista e Christian Consalvo della compagnia Lost Movement insieme a Marco Benetti, compositore, musicologo e docente di Teoria dell'armonia e analisi presso il Conservatorio G. B. Pergolesi di Fermo.
Al termine dello spettacolo Ultra di Nicola Galli
un dialogo con Nicola Galli e Raffaella Colombo
modera Camilla Lietti (Stratagemmi Prospettive Teatrali)
La diversità dell’intelligenza non umana esistente è stata rivelata da una moltitudine di studi scientifici, sia osservativi sia sperimentali, condotti negli ultimi decenni: eppure ci risulta ancora difficile ripensare radicalmente la nostra relazione con il mondo che ci circonda. Quante e quali intelligenze abitano il nostro pianeta? Come possiamo e dobbiamo interagire con esse? Ne discuteranno Nicola Galli e Raffaella Colombo, filosofa ed esperta di human-animal studies.
Al termine dello spettacolo Un amico di Virgilio Sieni e Mario Brunello
un dialogo con Compagnia Virgilio Sieni, Mario Brunello e Maria Semeraro
modera Alessandro Iachino (Stratagemmi Prospettive Teatrali)
L’amicizia, nelle sue molteplici sfumature, si rivela anzitutto come un motore progettuale. I legami affettivi diventano terreno fertile per la creazione artistica, come dimostrano gli incontri tra Ezio Bosso e Mario Brunello, e successivamente tra Brunello e Virgilio Sieni. In questi sodalizi, l’intesa personale si traduce in una potente forza creativa, capace di emergere sia nell’armonia del linguaggio condiviso sia nell’audacia degli sconfinamenti disciplinari.
Al termine della lecture performance Studio per Vanishing manifesto di Silvia Galetti
un dialogo con Silvia Galletti (coreografa)
e Antonio Bibbò (Università di Trento)
modera Maddalena Giovannelli (Stratagemmi Prospettive Teatrali)
Svanire, dissolversi, scomparire. Cambiare stato, cambiare forma. Sono questi i misteriosi talenti che alcune creature sembrano possedere, così come alcune narrazioni sono in grado di trasformarsi e riapparire a diverse latitudini del tempo e dello spazio. L’incontro con Antonio Bibbò, comparatista e docente di Lingua e traduzione inglese presso l'Università di Trento, metterà al centro la letteratura folklorica e i racconti popolari legati ad apparizioni e sparizioni di esseri fantastici.